THRILLER – Sangue Colpevole, recensione di Libri&Recensioni.com

Anna Maria Fazio ci propone la sua opera, Sangue Colpevole, fondendo insieme alle parole la sua arte come pittrice.
Ecco quindi un romanzo, un thriller, fatto di frasi che si dipingono nella mente e di quadri che narrano una storia intensa, tormentata, che parla, o ancor meglio grida, di crimini terribili e di una vendetta implacabile.
Una scrittura fluida accoglie il lettore dalle prime pagine, che scorrono una dopo l’altra spalancando le porte di una trama ben congegnata, hard in molte sue parti, con descrizioni esplicite di scene erotiche, che riescono a non risultare volgari. Parole crude, forti, che si mantengono sempre sul piano della correttezza, trasmettendo sensazioni e situazioni coerenti con l’evolversi di una storia a tinte accese atte a suscitare nel lettore determinate sensazioni e specifici sentimenti.
Una protagonista misteriosa, che ha trasformato la sua fragilità di ragazza abusata in una corazza forte, dominatrice e manipolatrice. Le esperienze vissute, tragiche e crudeli, avrebbero potuto spezzarla, ma ne è uscita una donna temprata e affilata come una spada nobile e solida, un’arma che non dispensa giustizia ma vendetta, perché certe offese si possono lavare solo col sangue dei colpevoli.
Sangue Colpevole avvolge in una spirale oscura che fa nascere comprensione per le azioni della protagonista: da vittima di uomini privi di moralità, a cacciatrice ammaliante, sensuale, capace di dispensare premi e castighi per raggiungere i suoi intenti.
Mentre un epilogo annoda i fili lasciati sciolti e racconta i retroscena esaurendo la curiosità di chi si accosta al romanzo, un sospeso lascia presagire un seguito dandoci appuntamento ad un possibile prosieguo.
Un thriller per adulti capace di avvincere e coinvolgere, profondo e interessante.

(Tatiana Vanini)

INTERVISTA A ANNA MARIA FAZIO – Recensioni Libri

 

Anna Maria Fazio è nata nel 1965 nella Maremma. Vive sul Lago Maggiore. Pittrice d’arte contemporanea dal 2006 ha esposto le sue opere in Italia e all’estero riscuotendo premi e riconoscimenti. Nel 2012 pubblica il libro di racconti erotici Gocce di Eros. Nel 2014 Peccato è…non farloSangue Colpevole è il suo romanzo thriller d’esordio.

  • Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il mio libro appartiene al genere thriller erotico a sfondo psicologico, e narra una storia di abusi e violenze, ricatti psicologici. Incentrato sul desiderio della protagonista di fare giustizia per gli abusi che hanno segnato in modo indelebile la sua vita, e che attraversa il tempo che non dimentica chi si è macchiato di colpe così orribili.

  • Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Dopo un periodo di stand by come pittrice avevo bisogno di dare una nuova impronta al mio percorso artistico, e la scrittura, una delle mie passioni da sempre, è stata la chiave di volta che ha fatto sì che nascesse l’idea della fusione della pittura con la scrittura. Un modo per avvicinarsi di più alle persone e alla loro sensibilità attraverso le emozioni che un libro può trasmettere.

  • Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho iniziato a scrivere questo libro nel 2012. L’atmosfera nella quale immergo la mente quando scrivo è rappresentata principalmente dalla musica che ascolto e che spazia in diversi generi in base al mio umore, esempio Olafur ArnaldsAtli OrvassonnCesar BenitoRoberto CacciapagliaRuelleEnyaMattia Cupelli ecc. L’ambiente è la mia casa, comodamente seduta sul divano o alla scrivania.

  • Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Camilla Lackberg  è la scrittrice alla quale aspiro di assomigliare. Mi piace il suo stile adrenalitico, pieno di colpi di scena e il linguaggio diretto e crudo, inoltre la sua scelta di trattare tematiche di estrema importanza e attualità. Mi piace la sua descrizione degli scenari mozzafiato nei quali ambienta i suoi libri. Il libro che mi ha folgorato è La principessa di Ghiaccio.

  • Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Celin Dion – Ashes.

  • Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Esce il 20 dicembre 2018 il romanzo “Sangue Colpevole”. Il thriller erotico a sfondo psicologico sul mondo dell’arte. Da togliere il fiato!

SANGUE COLPEVOLE – articolo a cura di Thriller Cafè

Sarà disponibile tra poco Sangue Colpevole, thriller erotico a sfondo psicologico scritto da Anna Maria Fazio e primo di una duologia dal titolo Linea di Sangue. Il secondo volume uscirà nel 2019 e si intitola La voce del Sangue.

Prima di concentrarci sulla trama di Sangue Colpevole, che si dipana in uno spazio di decenni, saltando dal 1991 al 2010 e fra Irlanda e Italia, vogliamo soffermarci sull’autrice e sul suo modo di creare e scrivere la sua opera, perché si tratta di un dato fondamentale che aiuterà a godersi ancora meglio prima la sinossi e quindi la lettura del libro vero e proprio.

Anna Maria Fazio abita e lavora sul Lago Maggiore, con tutto quello che comporta l’essere esposti al fascino e influenza di uno dei più bei laghi d’Italia e d’Europa. Dal 2006 è una pittrice d’arte contemporanea, e questo dato, come vedrete, peserà molto nel romanzo, e su più livelli.

Per di più non è certo al suo esordio nella narrativa, visto che ha già pubblicato Gocce di eros. Il profumo dei sensi nel 2012 e Peccato è …non farlo, nel 2014, entrambe raccolte di racconti erotici. L’erotismo è altro elemento che torna nel suo romanzo: a questo mix fra pittura ed eros occorre aggiungere altri due elementi, il thriller e le sfumature psicologiche e otteniamo in questo modo la ricetta che ha portato questa autrice alla sua nuova opera.

Ma aggiungiamo ancora qualche particolare della sua biografia per capire meglio come Sangue Colpevole sia nato e quali sono gli aspetti che lo rendono differente da molti altri romanzi con atmosfere simili. Anna Maria Fazio non si è limitata a stratificare le differenti esperienze della pittura e della scrittura, ma a queste ha aggiunto anche la realizzazione di un profumo, Melodie Sensuelle Perfume, ispirato alla personalità della protagonista. E ha aggiunto due linee di abbigliamento, Charme by Melodie Sensuelle e The Guilty Blood Collection.

Scavando nella memoria, non ci viene facilmente in mente il progetto di un thriller che sia riuscito a espandersi in così tanti campi diversi. Cerchiamo ora, per completare il viaggio nell’opera di Anna Maria Fazio, di darvi alcuni elementi della trama di Sangue Colpevole.

1991, Irlanda. Un giardiniere e una novizia stanno consumando una notte di passione proibita nella rimessa del giardino del convento quando sono interrotti da un rumore improvviso e scoprono con orrore una giovane che giace in un lago di sangue. Per fortuna la ragazza riesce a sopravvivere, pur non ricordando molto di quanto le è accaduto, viene nominata Fiamma e, seppur mal sopportata dalla Madre Superiora, vive nel convento dividendo le sue attività fra il duro lavoro e le due passioni: pittura e giardinaggio.

Passano gli anni e Fiamma incontra l’amore in Leonard, un gioielliere tanto ricco quanto affascinante che è anche un benefattore del convento e che diventerà suo marito. Nel frattempo Fiamma recupera sempre più la memoria, e altri buchi vengono colmati dal racconto di Theodore, il giardiniere, che le racconterà come è stata ritrovata e i reali ruoli avuti sia dalla Madre Superiora che da Leonard. Cinque anni dopo, quando è ormai una pittrice molto nota e apprezzata, Leonard morirà in circostanze poco chiare, lasciandola vedova e molto ricca, con ancora un completo mistero sulla sua reale identità e un presente nel quale non mancano altri avvenimenti drammatici.

Italia, 2010. Alessandro, giovane studente a Venezia, nel rinomato Liceo Guggenheim, si innamora perdutamente della sua insegnante d’arte, Elisa, anche lei donna tanto affascinante quanto misteriosa. Attraverso indizi sparsi in quadri e libri, mostre d’arte rivelatrici e balli in maschera, l’intreccio di inganni, bugie, misteri e omicidi che lega Irlanda e Italia, passato e presente, si avvia alla sua soluzione in un finale tanto drammatico quanto sorprendente.

RECENSIONI LIBRI THRILLER – a cura di Roberto Tartaglia

Oggi ti propongo l’intervista a un’autrice sui generis: Anna Maria Fazio.

Anna Maria, tra varie vicissitudini, è riuscita a dar vita al thriller “Sangue Colpevole“.

Perché parlo di varie vicissitudini, lo scoprirai a breve…

 

La storia

Il corpo in fin di vita di una ragazza viene ritrovato in un lago di sangue, tra i cespugli del giardino di un convento in Irlanda. Theodore e la sua amante Cleia sono sconvolti ma devono informare la Madre Superiora al più presto o la giovane morirà.

Inizia così la vita della giovane nel convento, che persa la memoria viene battezzata col nome di Fiamma dalla Madre Superiora che nutre per lei un certo disamore. Il fortunato incontro con Leonard, ricco e affascinante gioielliere, futuro marito che morirà qualche anno dopo in circostanze misteriose, lasciandola vedova miliardaria, segnerà la sua vita sia come donna sia come pittrice affermata in tutto il mondo, il cui aspetto è avvolto nel mistero.

Nessuno conosce il suo volto e questo per Fiamma è una fortuna. Scoperti alcuni tasselli rimasti nel buio della sua memoria ormai ritrovata, ordirà un progetto di vendetta che quindici anni dopo intreccerà le vite di molte persone tra cui quella del giovane Alessandro, studente del corso d’arte al liceo Guggenheim di Venezia.

La conoscenza con la donna che gli ruberà il cuore e i sensi, coincide con la notizia della morte orribile dell’adorato zio William. Due emozioni travolgenti che segneranno in maniera profonda la sua giovane mente che inizierà a porsi mille domande.

Quale può essere il collegamento? Per scoprire la verità Alessandro dovrà eseguire un compito: leggere un libro nel quale molte domande troveranno risposta, lasciando gli ultimi interrogativi sull’identità della donna di cui è perdutamente innamorato, e sulle sue stesse origini. Scoprirà così un Vaso di Pandora dalle verità sconvolgenti che annullerà ogni sua certezza scaraventando il giovane nella disperazione più assoluta fino all’ultimo sconvolgente atto, durante il Ballo del Doge del 2010. La notte nella quale tutto finisce o inizia?

 

L’intervista

Ciao Anna Maria, prima di tutto dicci un po’ di te.

Ciao Roberto e grazie per questa opportunità.

Parlare di me significa raccontare la determinazione di una donna come tante, alle prese con la vita di tutti i giorni e con le difficoltà di un lavoro precario, e con il forte desiderio di ri-costruire la propria vita. Ma è anche la tenacia di un’artista ribelle nel portare avanti un sogno, attraverso un percorso lastricato di ostacoli, ma anche di piccole soddisfazioni. Ho cinquantadue anni due figli grandi, un cane e un gatto, e vivo in un paesino alle porte di Luino, sul Lago Maggiore.

Quando parlo di artista ribelle non lo faccio a caso. Dal 2014 ho un blog, Il salotto buono di Anna, dove racconto il mio viaggio nel mondo dell’arte e della scrittura. Mi definisco “Una piccola barca che naviga in un oceano solcato da grandi navi”. Il mondo dell’arte e della scrittura. Due mondi i cui meccanismi e dinamiche, ho avuto modo di conoscere e vivere sulla mia pelle. E contro i quali combatto affinché artisti e autori emergenti aprano gli occhi e la smettano di rendersi complici di individui poco raccomandabili, avallando richieste di denaro o accettando compromessi che tutto sono tranne garanzia di successo e popolarità per la propria arte o per il proprio libro nel cassetto. Accettare significa farsi una domanda alla quale è difficile trovare una risposta onesta.

Tutti abbiamo dei sogni nel cassetto. Questa frase è stata per anni, forse lo è ancora adesso, usata come specchietto per allodole per autori emergenti e nel caso di artisti per proposte di eventi e mostre d’arte che nascono ad ogni angolo del globo come funghi, ma che in realtà, non sono maturati come conseguenza di un giudizio meritocratico, verso l’artista emergente, frutto di uno scouting mirato e lecito, ma è semplicemente pura casualità. Queste “opportunità” cosi tanto declamate e condite da una generosa dose di lusinghe e complimenti, non porteranno mai a nessun artista emergente, la visibilità e il successo che anelano. A differenza di quello che si può pensare essere un artista non è affatto un privilegio. È un tormento. Una sorta di maledizione. Non ti svegli una mattina e decidi di fare l’artista. Non funziona così.

Un tempo, un curatore, un gallerista appassionato del suo mestiere, affrontava la sfida puntando su un artista sconosciuto che meritava attenzione. Ora quello che conta è fare soldi facili, soldi sicuri. Nessuno rischia più. Nessuno ci mette la faccia. L’egoismo e l’opportunismo hanno contagiato e ricoperto con la sua coltre anche chi quella professione vorrebbe farla seriamente e soprattutto onestamente. In dodici anni di “attività” io non ne ho conosciuti nessuno. Credevo di esserci riuscita, finalmente, pubblicando a marzo 2018, con una casa editrice non a pagamento. Ma mi ero (purtroppo) sbagliata, e adesso sono di nuovo pronta, libera e unica titolare dei diritti d’autore, per far conoscere questo mio travagliato romanzo che pubblico in self pubishing.

In questo romanzo, “Sangue Colpevole”, hai fuso scrittura, pittura e varie passioni. Qual è il metodo utilizzato e come sei riuscita in un’impresa così ardua?

Se ci sia riuscita non lo so. Certamente l’intenzione era creare qualcosa di originale, e di diverso dal

solito, e che lasciasse il segno, che riuscisse in un colpo solo a identificarmi come artista completa e

soprattutto volevo farlo mettendomi in gioco nel modo più completo e onesto. Riuscire o meno

nell’impresa significava essere consapevole della possibilità di un fallimento, sia personale sia artistico.

Quello che ha sempre contato per me è la verità. Inizialmente tutto è nato dalla ricerca di uno stile

personale di fare arte, ho affrontato varie tecniche e generi pittorici, figurativo, astratto. Affascinata dal concettuale, dove l’espressione artistica i cui concetti espressi sono più importanti del risultato estetico dell’opera stessa, ho immaginato un libro che raccontasse su più fronti, una trama profonda e misteriosa, dove l’estro di un’artista, i suoi misteri e la sua personalità si fondessero con la trama accattivante ma non banale. Una simbiosi tra artista, protagonista, lettore. Un’esperienza sensoriale completa che attraverso il coinvolgimento dei cinque sensi accompagnasse il lettore in un viaggio quasi mistico, avvicinandolo in qualche modo all’anima dell’artista e permettergli di comprendere il suo punto di vista.

Quando iniziamo la lettura di un romanzo, sin dalla prima pagina varchiamo una soglia, entriamo in un mondo a parte. Iniziando un nuovo viaggio ogni volta diverso ci innamoriamo pagina dopo pagina di uno dei personaggi, parteggiamo per lui/lei. Li odiamo, li invidiamo, li disapproviamo. Ecco, con Sangue Colpevole ho voluto semplicemente dare questa possibilità al lettore. Sedersi accanto ai protagonisti e “ascoltare” la loro storia. Semplicemente. Un progetto sicuramente che potrà sembrare presuntuoso, ma che in realtà preferisco definire coraggioso.

Rimango dell’idea che la strada più difficile è sempre quella che porta ai risultati più onesti sia nel bene sia nel male. E se un artista /autore ha del talento, se ciò che crea attraverso un quadro, o racconta con un romanzo, è un messaggio profondo e onesto, verrà scoperto, compreso, prima o poi, da quelle rare persone che amano “rastrellare le pagliuzze d’oro nascoste nel fango”.

E ora che ne conosciamo la genesi, dicci: di cosa parla, questo tuo romanzo di esordio?

Il mio romanzo è un mix tra erotismo, passioni proibite, usate ad hoc per manipolare psicologicamente, e il desiderio di vendetta e/o giustizia visto come unico mezzo per lavare colpe indicibili di abusi. Il limite che le separa è non solo un’ interpretazione soggettiva, ma anche molto sottile, fragile, e può spezzarsi più facilmente di quanto si possa immaginare.

Se tu dovessi descrivere il mondo della letteratura thriller, spesso definita di “serie B”, tu come la descriveresti?

La letteratura thriller penso che sia sottovalutata. Le storie sono storie. Raccontare di struggenti e

melense storie d’amore al lieto fine, o narrare di deliri e perverse ossessioni, di tragedie e soprusi di cui il genere umano si rende protagonista, nella realtà e non solo nella finzione, è una questione di scelte.

La scelta è soggettiva; nascondersi dietro una bella bugia, o confrontarsi con realtà crude e crudeli, seppur romanzate, nelle quali può perfino riconoscersi, in qualche modo. Ovviamente parliamo di un thriller e certi aspetti rimangono e devono assolutamente rimanere non emulabili.

Elementi importanti del tuo thriller sono l’indagine della mente umana, l’infrazione delle regole sociali e lo scorrere inesorabile di un tempo che non dimentica. Mi hanno molto colpito. Come mai hai puntato proprio su questo?

Io mi sono sempre posta una domanda sulla quale ho sempre improntato la mia vita e le mie scelte. “E meglio una cruda verità, o una fantastica bugia”. Purtroppo, le seconde si avvicinano sempre più alla realtà della nostra società, più delle prime. Spesso il quotidiano si fonde con la finzione così bene da non lasciare intravedere differenze sostanziali. È questo a pare mio è orribile. Ma preferisco raccontare di dolore e morte, di erotismo e peccati, di rivincite e rinascite, piuttosto che di rose e principi azzurri, di storie d’amore stile Cenerentola.

Il romanzo è caratterizzato da uno stile molto personale, che ti contraddistingue. Da lettrice di thriller, che ruolo dai, allo stile di un autore/un’autrice?

Ho sempre pensato che fosse importante dare una propria impronta al proprio lavoro. Renderlo proprio nel vero senso del termine. Essere una copia di una copia di un’altra copia, pur di “esserci” non fa per me.

Preferisco da sempre l’unicità, la mosca bianca, al conformismo della massa. Per fare un esempio lampante preferisco i colori ben definiti, accesi, ai colori indecisi. Infatti, il grigio è un colore che non lo indosserei mai.

E, infine, dove possiamo trovarlo, questo tuo thriller di esordio?

Sangue Colpevole è possibile trovarlo in prevendita su Amazon in attesa della sua uscita ufficiale il 20 dicembre 2018.

INTERVISTA ALL’AUTRICE – a cura di Elena Gollini

D: Come coniughi la vena creativa di autrice con il talento di creatrice di moda?

R: Sin da piccola ho amato sia il disegno sia la scrittura. Entrambe sono delle opportunità incredibili per poter esprimere la propria creatività, il proprio talento. Ricordo le ore passate a registrare programmi televisivi di Moda, dove sfilavano modelle bellissime, indossando abiti meravigliosi. Sognavo di poter, un giorno, veder sfilare modelli disegnati da me. A diciassette anni avevo già disegnato e realizzato con le mie mani tutto il mio guardaroba. Sognare non costava nulla. La scrittura mi ha sempre affascinato, prima come lettrice e poi, più tardi come autrice. Ero determinata a capire se fossi stata capace, nonostante le mie umili origini egli studi da autodidatta, a scrivere storie coinvolgenti, creando personaggi interessanti e dalle personalità misteriose, complicate, accattivanti. Come artista – perché è così che mi ritengo, senza presunzione nel definirmi in uno status che (ahimè) non mi appartiene; dicono che scrittore, pittore, lo è colui che vive d’arte, e delle sue passioni ne ha fatto il suo sostentamento. Insomma riesce a vivere di quello dignitosamente. Il mio bisogno “fisico”, a un certo punto della mia vita, è stato quello di riuscire a esprimere la mia personalità particolare. Un carattere non facile, il mio, solitario, oscuro, a tratti, in altri solare e giocoso, ma che con la pittura e il genere astratto e concettuale (al quale mi sono dedicata negli ultimi anni) non sono riuscita a far emergere. Ecco che la scelta di unire queste due mie passioni, pittura e scrittura, hanno infuso in me la determinazione, ardua, a lavorare a un progetto, per me speciale. Convogliare queste mie sfaccettature un un unico bacino, affinché potessero fluire liberamente, permettendo alla mia creatività e sensibilità di realizzare qualcosa di diverso, quantomeno originale.

 

 

D: Quali progetti stai portando avanti per il 2018? Hai un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

R: Il mio sogno nel cassetto è probabilmente banale e scontato; poter vivere delle mie passioni, in una piccola casa in riva al mare. Certamente non è scontata la mia battaglia – che porto avanti raccontando il mio percorso di crescita artistica e personale, attraverso il mio blog Il salotto buono di Anna – per la meritocrazia nel mondo dell’arte, per la libertà delle donne di potersi esprimere a 365° senza dover, troppo spesso ormai, subire ricatti psicologici e condizionamenti in ambito lavorativo, artistico, e sociale dagli uomini.

 

 

D: Come valuti in generale il mondo della moda a livello nazionale e internazionale?
R: L’Italia è un’eccellenza nel campo della moda e in tantissimi altri settori. Uno dei nostri fiori all’occhiello, e credo che ci debba essere maggiore possibilità e opportunità di lavoro in questo campo, per tutti i designer e creativi a livello globale. Quando due anni fa ho ricevuto la proposta dell’azienda americana Vida ho realizzato un dei tanti sogni di bambina. La produzione dei tessuti e capi moda attraverso le mie opere. Inoltre, motivo che mi ha entusiasmato ulteriormente, è stato scoprire che il mio lavoro andava ad unirsi ad altri migliaia di artisti, designer di tutto il mondo che, aderivano a un progetto comune e incredibilmente positivo. L’utilizzo di materie prima di alta qualità nel rispetto delle politiche equo solidali ed eco sostenibili che Vida porta avanti con la sua azienda. L’industria tessile, è noto, ha un immenso potere a livello globale, e sapere che centinaia di milioni di persone – in paesi come il Pakistan, India, possono lavorare e studiare attraverso questi progetti, riuscendo così a creare con  le loro mani un futuro migliore per loro stessi e le loro famiglie – contrastando il potere dell’educazione a quello della carità e dell’ignoranza – permetterà a quelle popolazioni di allontanarsi dal ciclo della povertà.

 

 

D: Come si può dare un concreto supporto a sostegno al comparto degli autori emergenti?

R: Potrei parlare per ore su questo argomento. La mia esperienza di pittrice emergente prima e autrice poi, mi suggerisce un’unica risposta. Meritocrazia. Il buon vecchio scouting, nell’editoria come nel mondo dell’arte. Le “perle rare” che lo adottano, andando in avanscoperta, senza secondi fini, a cercare talenti nuovi, sconosciuti, ma che nascondono grandi sorprese, esistono ancora, ma sono davvero,”rare”. Il potere del denaro, l’arrivismo sociale e la scarsa e/o improvvisata professionalità in certi settori, crea un enorme danno alla creatività, ai tantissimi autori, che pur di vedere il proprio nome sulla copertina di un libro, si affidano a persone dalla “speculazione facile”, Questi infatti, pur di ottenere il loro tornaconto costruiscono intorno all’artista emergente false speranze di successo.  E’ complicato far comprendere certe dinamiche, tutti scrivono, o dipingono,  e spesso c’è anche del talento nel “sottobosco”, ma vige anche molta arroganza e superbia nel definirsi meritevoli. “Tutto, subito, e ad ogni costo” è come un Mantra che offusca la mente. L’azione di scouting dovrebbe fare proprio questo, non soffermarsi all’apparenza. Scavare, frugare, sprofondare se serve, attraverso le vie dell’anima di un artista sui generis che si mescola alla moltitudine, rischiando di rimanere nell’ombra per sempre.
Concludo con un unico suggerimento valido per entrambe le categorie alle quali appartengo. Attraverso questi due mondi meravigliosi abbiamo l’opportunità di conoscere davvero noi stessi, crescere come persone e come artisti. Rimanere umili, senza sminuirsi, lavorare tanto e con impegno, ma sopratutto ricoprire il valore della pazienza.